Bene mio

MISSION

1. Valorizzazione della professione: Valorizzare il ruolo professionale di tanti artigiani come classe creativa, attraverso la promozione dei loro prodotti in quanto patrimonio prezioso per il nostro territorio, sia a livello occupazionale che turistico, raccontano sé stessi, le nostre store e il nostro territorio.

2.Comunicazione autenticità dei prodotti: La vastità del patrimonio enogastronomico italiano è difficile da comunicare, l’informazione insufficiente facilita i produttori esteri che ne approfittano per confondere i consumatori. Secondo i dati dell’indagine Nomisma – Growing sede Forum 2016, l’origine italiana rappresenta per il consumatore americano una garanzia di qualità e sicurezza, tuttavia garantire questo spetta al produttore attraverso campagne di sensibilizzazione e promozione del concetto non è detto perché sembra Italiano sia prodotto in Italia

3. Food Delivery, dal take away alla consegna a domicilio: con il diffondersi delle nuove tecnologie e dei dispositivi mobili è sempre più facile connettersi favorendo così gli acquisti WEB, Le piattaforme più note sono Deliveroo, Glovo, Just Eat, Social Food e Uber Eats, con un valore del mercato stimato dall’Osservatorio sull’eCommerce B2C del Politecnico di Milano nel 2018 di 350 milioni di euro, con una crescita del 69% sull’anno precedente. L’indagine Fipe rileva che il 30,2% degli italiani ha avuto occasione di ordinare online il pranzo o la cena da piattaforme di food delivery.

Le ragioni stanno principalmente nella combinazione tra la poca voglia di uscire (37,1%) e/o di cucinare (31,5%) alla mancanza di prodotti in casa (35,6%). I produttori devono mettersi fretta nell’attrezzarsi per rispondere in maniera efficiente ai nuovi standard distributivi imposti dal diffondersi in Europa degli acquisti sul web mediante smartphone.

4. Aggiungere valore al prodotto esistente, affidarsi a distributori in grado di gestire non solo l’ultimo miglio della distribuzione nei canali tradizionali ma anche a Partner in grado di aggiungere valore al prodotto che per alcuni può essere un semplice sgravarsi da operazioni di routine che rallenterebbero il loro lavoro ma per altri potrebbe essere un supporto di consulenza informativa senza costi aggiuntivi per l’azienda in quanto il costo rientra nella distribuzione.

Pensiamo che solo costruendo mentalità di collaborazione e di economia circolare in tutta la filiera agroalimentare, partendo dal produttore fino al consumatore finale, possiamo avere miglior vantaggio per tutti ma non solo economico soprattutto per il benessere del nostro territorio e della nostra salute, perché se è vero che nutrirsi è diverso dal mangiare, il semplice produrre è diverso dall’impegnarsi nel nostro lavoro e meritarci le terre che coltiviamo.

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